La Repubblica di San Marino e le normative anti-terrorismo ignorate dalle sue banche

Le incredibili, reiterate ed inaccettabili violazioni alla legge anti riciclaggio ma soprattutto ANTI TERRORISMO da parte di Banca Commerciale Sammarinese e degli Organi di Vigilanza di Banca Centrale della Repubblica di San Marino.

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In riferimento a quanto già abbondantemente scritto e spiegato su numerose testate giornalistiche nazionali ed internazionali che trovate ai link in nota (1), ed in base all’Esposto ufficiale inviato a BCSM dal denunciante e dalla documentazione allegatavi, ben prima di adire alle vie legali (2), visto e considerato il periodo attuale, si nota come siano evidenti e reiterate le violazioni compiute dagli accusati alle più semplici normative antiterrorismo, e come nessuno si sia mai attivato in Banca Centrale per riportare la legalità, almeno formale. nei documenti raccolti da Banca Commerciale Sammarinese in occasione di detto esposto, e vieppiù come i vertici di Asset Bank già acquirente di Banca Commerciale Sammarinese ed azionista di Banca Centrale non si siano minimamente peritati di denunciare le anomalie in detta documentazione, quantomeno dopo averle rilevate in seguito alla denuncia penale ricevuta nei confronti del proprio Direttore Generale (ai tempi Responsabile Finanza di BCS) e di altri dipendenti, nonché alla richiesta di risarcimento da parte del cliente in sede civile per la “scomparsa” (che pare NON autorizzata) della bellezza di più di un milione di euro attraverso uno strano investimento (che come da Esposto sembrerebbe non essere stato mai ordinato dalla cliente direttamente) in titoli Hedge Fund. Ricordo per i digiuni in materia finanziaria, che i titoli in oggetto erano al tempo addirittura proibiti in Italia poiché fuori dal controllo Consob, e che l’investimento non fu effettuato dal titolare del conto, ma addirittura da un fantomatico delegato che pare abbia presentato una pseudo-delega ad operare sul conto titoli del denunciante.

Ora considerando quanto riportato nell’Esposto a Banca Centrale e considerato che, a nostro avviso e dei numerosi professionisti interrogati sul caso, la “delega” allegata è senz’ombra di dubbio priva di ogni dato che possa farla ritenere in qualche maniera valida – stante che il documento delegherebbe infatti ad operare sul conto titoli, ma sarebbe mancante del numero di detto conto di riferimento. Come se non bastasse mancherebbe oltretutto (gravissimo in termini di anti-terrorismo e anti-riciclaggio) un qualsiasi documento che autorizzi il “delegato” ad agire sul conto corrente da cui poter prelevare i capitali da investire, per poi riportare quanto acquistato nel conto titoli. Come se ciò non fosse sufficiente mancherebbe anche una qualsiasi data – che addirittura andrebbe vergata di pugno del sottoscrittore della delega – che identifichi con certezza il momento in cui è stata raccolta. Latiterebbe inoltre un qualsiasi documento di identità o numero dello stesso che possa identificare senza dubbi il “delegato” e, dulcis in fundo, la delega in questione mancherebbe anche di qualunque timbro, firma o visto della banca, o di uno qualunque dei suoi dipendenti che possa confermare la raccolta della medesima – dopo aver visto e considerato che quanto emanato dal Direttore dell’Agenzia di Informazione Finanziaria nell’Istruzione n. 2010-07 in materia di contrasto del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo (3) – istruzioni che erano già presenti nella legge N.92 Legge del 17 Giugno 2008, ovvero ben prima di Esposti e Denunce Ufficiali, al  Capo II che trattava degli Obblighi di Adeguata Verifica Della Clientela – ci si domanda con quale superficialità si consentisse a banche e faccendieri vari, che dal numero dei procedimenti in corso pare  si affollassero nelle terre della più antica Repubblica combinando quanto gli paresse visto il lassismo dei controlli e forse anche  di complicità(?) da parte degli Organi di Vigilanza (i quali oggettivamente non si comprende come potessero, ad esempio nel caso specifico, non notare TUTTE le enormi violazioni della legge commesse da Banca Commerciale Sammarinese quantomeno nella identificazione di esecutori di operazioni occasionali, ad altissimo rischio attraverso Istituti sotto il controllo di BCSM) di continuare a farsi gli affari propri in barba addirittura alla normativa ANTITERRORISMO.

In conclusione, considerata anche la stretta attualità credo sia da stigmatizzare come siano proprio i comportamenti di certi Istituti di Credito e dei relativi “controllori” se in Europa hanno potuto transitare e si è potuto operare con milioni di Euro fuori da ogni controllo degno di tal nome, e quindi potenzialmente si sia potuto mettersi in condizione di aver consentito operazioni (a quanto parrebbe) illecite anche solo sotto l’aspetto formale, mettendo quindi a rischio terrorismo la Repubblica di San Marino stessa, nonché lo Stato italiano, oltre che a gettare nuove e preoccupanti ombre sulla gestione delle finanze da parte di Soggetti Autorizzati e non, all’interno del Suo territorio, senza parlare dell’improvvisa omertà dei media locali che nonostante sempre informati dell’accaduto da Agenzie di Stampa e giornalisti regolarmente iscritti all’Ordine in Italia hanno preferito non indagare su quanto accaduto, probabilmente per evitare l’indignazione dei sammarinesi onesti nei confronti di chi non agiva nel loro interesse o della loro sicurezza ed incolumità, fisica od economica che fossero. Sarà anche quello un modo di fare giornalismo, chissà?

Nota 1

http://www.imolaoggi.it/2013/11/27/dirigenti-banca-commerciale-sammarinese-denunciati-al-tribunale-unico-di-san-marino/

http://www.imolaoggi.it/2015/09/09/san-marino-asset-bank-e-bcs-di-nuovo-sotto-indagine/

http://www.imolaoggi.it/2015/10/31/banca-commerciale-sammarinese-e-asset-bank-denunciate-alla-corte-di-strasburgo/

http://www.imolaoggi.it/2015/11/10/libera-informazione-e-banche-sono-compatibili-a-san-marino/

Nota 2
Ricordiamo che i denunciati, di cui uno pregiudicato e condannato a due anni per riciclaggio,  sono tutt’ora sotto indagine penale da parte del Commissario della Legge Simon Luca Morsiani e stanno affrontando anche un procedimento civile presieduto dal Commissario della Legge e Funzionario del Tribunale Unico Avv. Valeria Pierfelici

Nota 3

Agenzia di Informazione Finanziaria Istruzione n. 2010-07 del 27 luglio 2010
Registrazione nel sistema informatico di base dei dati e delle informazioni sulla clientela, sui rapporti e sulle operazioni
Articolo 4 – Dati e informazioni da registrare sulla clientel

  1. I soggetti destinatari devono registrare nel sistema informatico di base almeno i seguenti dati e informazioni:
  1. a) dati identificativi della clientela e degli esecutori;
  2. b) estremi del documento di riconoscimento, per i clienti persone fisiche e per gli esecutori;
  1. c) dati identificativi del titolare effettivo e i relativi estremi del documento di riconoscimento;
  1. d) codice univoco di identificazione della clientela e degli esecutori (codice ISS per persone fisiche, Codice Operatore Economico per persone giuridiche o codici

equivalenti per soggetti non residenti, ovvero codice di registrazione nell’anagrafe generale del soggetto destinatario (ndg);

  1. e) scopo e natura del rapporto continuativo o dell’operazione occasionale.

 

Articolo 13 :

  1. (…) La registrazione avviene in capo al cliente e deve essere altresì registrato l’eventuale esecutore qualora diverso dal cliente.
  2. I dati minimi da registrare nell’Archivio Informatico Antiriciclaggio sono:
  3. e) soggetto esecutore dell’operazione: Codice Cliente, dati identificativi dell’esecutore, eventualmente con esclusione del dato riferito alla cittadinanza, ed estremi del documento di riconoscimento dell’esecutore;

    CAPO III Articolo 16

    I dati minimi da registrare nell’Archivio sono: a) causale analitica e descrittiva dell’operazione (rappresentate nell’Allegato 1); b) data di esecuzione dell’operazione; c) importo dell’operazione eseguita; d) numero del rapporto, se trattasi di operazione a valere su di un rapporto continuativo; e) Codice Cliente, dati identificativi del cliente, eventualmente con esclusione del dato riferito alla cittadinanza, nonché estremi del documento di riconoscimento del cliente quando questi è una persona fisica; in caso di cointestazioni vanno riportati i dati di tutti i cointestatari; f) Codice Cliente, dati identificativi dell’esecutore, eventualmente con esclusione del dato riferito alla cittadinanza, ed estremi del documento di riconoscimento; g) numero univoco della registrazione dell’operazione nell’Archivio; h) numero che collega tra loro le operazioni frazionate cumulate.

    Nel caso di registrazione di operazioni occasionali, per quanto queste debbano rivestire eccezionalità nell’operatività fiduciaria ed essere considerate con maggiore rigore ai fini della valutazione delle operazioni sospette, dovranno essere registrati, oltre a quanto sopra, i dati identificati del Titolare Effettivo dell’operazione: Codice Cliente, dati identificativi, eventualmente con esclusione del dato riferito alla cittadinanza, ed estremi del documento di riconoscimento._______________________________________

 

Legge N.92 Legge del 17 Giugno 2008, ovvero ben prima di Esposti e Denunce Ufficiali, al  Capo II che trattava degli Obblighi di Adeguata Verifica Della Clientela:

Art. 21 (Ambito di applicazione degli obblighi di adeguata verifica della clientela)

  1. I soggetti designati devono adempiere agli obblighi di adeguata verifica della clientela nei seguenti casi:
  2. a) quando instaurano un rapporto continuativo;
  3. b) quando eseguono operazioni occasionali o prestazioni di importo superiore a 15.000 euro, indipendentemente dal fatto che siano effettuate con un’unica operazione o con più operazioni che appaiono collegate;
  4. c) quando vi è sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo;
  5. d) quando vi sono dubbi sulla veridicità o sull’adeguatezza delle informazioni dei dati precedentemente ottenuti ai fini dell’identificazione della clientela.
  6. I soggetti finanziari di cui all’articolo 18 adempiono altresì agli obblighi di adeguata verifica della clientela quando agiscono da tramite o sono comunque parte nel trasferimento di denaro contante o di titoli al portatore, in euro o valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, di importo complessivamente superiore a 15.000 euro.

Art. 22 (Contenuto degli obblighi di adeguata verifica della clientela)

  1. L’adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela consiste nello svolgimento, eventualmente attraverso propri dipendenti o collaboratori, delle seguenti attività:
  2. a) identificazione del cliente e verifica della sua identità sulla base di un documento di riconoscimento non scaduto o, laddove non risulti possibile, sulla base di documenti, dati o informazioni ottenuti da una fonte affidabile e indipendente;
  3. b) se necessaria, identificazione del titolare effettivo e adozione di misure adeguate e commisurate al rischio per verificarne l’identità;
  4. c) acquisizione di informazioni sullo scopo e sulla natura del rapporto continuativo o dell’operazione occasionale;
  5. d) controllo costante del rapporto con il cliente, verificando che le operazioni concluse durante l’intero rapporto siano compatibili con i dati e con le informazioni che il soggetto designato ha del cliente, delle sue attività economiche e del suo profilo di rischio, avendo riguardo, se necessario, all’origine dei fondi;
  6. e) aggiornamento di documenti, dati e informazioni acquisiti nell’adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela.

Art. 23 (Identificazione e verifica dell’identità della clientela e del titolare effettivo)

  1. I soggetti designati identificano e verificano l’identità del cliente e del titolare effettivo, in presenza del cliente, anche attraverso propri dipendenti o collaboratori, prima dell’instaurazione del rapporto continuativo o dell’esecuzione dell’operazione.
  2. Se il cliente non è una persona fisica, i soggetti designati verificano l’effettiva esistenza del potere di rappresentanza e acquisiscono i dati e le informazioni necessari per identificare e verificare l’identità dei rappresentanti delegati alla firma per l’operazione da svolgere.

Art. 27 (Obblighi rafforzati di adeguata verifica della clientela)

  1. I soggetti designati, sulla base della valutazione del rischio, devono adottare misure rafforzate di adeguata verifica della clientela nelle situazioni che per loro natura possono presentare un rischio più elevato di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.
  2. I soggetti designati devono adottare misure rafforzate di adeguata verifica della clientela quando:
  3. a) il cliente non è fisicamente presente;
  4. Nel caso indicato alla lettera a) del comma 2, i soggetti designati devono compensare il maggior rischio applicando almeno una delle seguenti misure:
  5. a) assicurarsi che il primo trasferimento di fondi relativo all’instaurazione del rapporto continuativo o all’esecuzione dell’operazione occasionale sia effettuato tramite un conto intestato al cliente presso un soggetto finanziario di cui all’articolo 26, comma 1, lettere a) e b);
  6. b) verificare l’identità del cliente attraverso documenti o informazioni supplementari rispetto a quelli richiesti al cliente fisicamente presente;
  7. c) adottare misure supplementari per la verifica dei documenti forniti; d) acquisire una certificazione relativa alle informazioni o ai documenti forniti; e) acquisire un’attestazione di conferma da un soggetto finanziario di cui all’articolo 26, comma 1, lettere a) e b) che abbia già provveduto all’adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela.
  8. Nel caso indicato alla lettera b) del comma 2, i soggetti designati devono: a) qualora si tratti di soggetti designati organizzati in forma societaria, ottenere l’autorizzazione dal Direttore Generale, o figura equivalente, o da persona da questi delegata, prima di instaurare un rapporto continuativo o di eseguire un’operazione occasionale; b) adottare ogni misura adeguata per stabilire l’origine dei fondi impiegati nel rapporto continuativo o nell’esecuzione dell’operazione occasionale; c) assicurare un controllo continuo e rafforzato del rapporto con il cliente.
  9. I soggetti finanziari di cui all’articolo 18, lettere a), b) e c) che intrattengono rapporti continuativi o eseguono operazioni occasionali con soggetti finanziari esteri insediati in Stati che non impongono obblighi equivalenti a quelli previsti dalla presente legge e non prevedono la vigilanza e il controllo di tali obblighi, adottare le seguenti misure rafforzate di adeguata verifica della clientela: a) raccogliere sul soggetto estero corrispondente informazioni sufficienti per comprendere pienamente la natura delle sue attività e per determinare, sulla base delle informazioni disponibili pubblicamente, la sua reputazione e la qualità della vigilanza a cui è sottoposto; b) valutare l’adeguatezza e l’effettività dei controlli applicati dal soggetto corrispondente in materia di prevenzione e di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo; c) ottenere l’autorizzazione dal Direttore Generale, o figura equivalente, o da persona da questi delegata, prima di instaurare il rapporto continuativo o eseguire l’operazione occasionale; d) precisare per iscritto i rispettivi obblighi e le responsabilità in materia di prevenzione e di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

 

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La Repubblica di San Marino e le normative anti-terrorismo ignorate dalle sue banche

Deutsche Bank evade il fisco in Svizzera”

Deutsche Bank

Una divisione svizzera della tedesca Deutsche Bank ha raggiunto un accordo con il governo americano per archiviare accuse secondo cui ha aiutato clienti americani ad evadere le tasse. Per questo verserà una multa pari a 31 milioni di dollari. L’intesa è stata siglata nell’ambito dello “Swiss bank program”, iniziato nel 2013 e pensato per portare gli istituti di credito a risolvere contenziosi con i governi in materia di evasione.

“Deutsche Bank Suisse ha offerto una gamma di servizi e ha permesso alcune pratiche che sapeva avrebbero e hanno aiutato i contribuenti Usa a nascondere asset e redditi” all’internal revenue service, l’equivalente americano dell’Agenzia delle Entrate italiana. E’ quanto spiegato in un comunicato diffuso ieri dal dipartimento di giustizia, secondo cui Deutsche Bank Suisse, con quartier generale a Ginevra, ha aiutato i contribuenti statunitensi a non versare tasse al fisco Usa per cinque anni a partire dall’agosto 2008. Secondo il Dipartimento stesso la divisione svizzera della banca contava 1.072 account legati a clienti Usa con un valore massimo di 7,7 miliardi di dollari.

Come parte del patteggiamento,

Deutsche Bank ha dovuto fornire alle autorità una serie di informazioni sugli account e ha dovuto chiudere quelli facenti capo a persone che non hanno rispettato i loro doveri nei confronti del Fisco Usa. Secondo il Dipartimento di Giustizia, il gruppo tedesco ha cooperato nelle indagini.

Deutsche Bank evade il fisco in Svizzera”

DEUTSCHE BANK: L’ESPOSIZIONE IN DERIVATI PER 54,7 TRILIONI DI EURO

merkel-derivati-680x36520 VOLTE IL PIL TEDESCO E 5,7 VOLTE INTERO PIL UE, FA DELLA GERMANIA NAZIONE CASINO’. FIUMI DI LIQUIDITA’ BCE, PER LEGALIZZARE  L’AZZARDO MORALE DEI BANCHIERI E SALVARE LE BANCHE CON IL BAIL-IN,  A SPESE SUDORE DEPOSITANTI

I derivati, la cui maggioranza dei contratti sono negoziato fuori dai mercati regolamentati (OTC-Over The Counter), sono contratti tra due parti i cui valori sono determinati dalle variazione di un prezzo sottostante (obbligazioni, azioni, materie prime, valute), che dovrebbero servire a proteggersi contro le variazioni di prezzo o dei tassi d’interesse, oppure a speculare, mentre il CDS (Credit default swap), serve a proteggersi da un evento (un debitore, Stato o societa’ che va in default).

Le ultime statistiche della BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali, societa’ anonima per azioni con sede legale a Basilea costituita nel 1930, partecipata da 55 banche centrali e dalla Bce), sui prodotti derivati Otc (Over The Counter) nel mondo del giugno 2014, avevano attestato  un ammontare di 712.000 miliardi di dollari, in aumento del 12,5% rispetto al 2012, massimo storico mai raggiunto prima. Altri derivati finanziari, dai CDS, a prodotti su tassi d’interesse (Euribor e Libor), sui cambi e loro fluttuazioni e delle derrate (petrolio, cereali, soia, ecc.), sono di difficile stima, ma sono stati quantificati in 4.000 trilioni di miliardi di dollari. Mine vaganti sul economie e Stati  che Se le banche centrali perdessero il controllo, se delle crisi o dei crack andassero aldila’ della loro capacita’ d’intervenire o della credibilita’ delle loro parole, questi tassi d’interesse potrebbero vivere bruschi alti e bassi che destabilizzerebbero un mercato gia’ delicato. Ed il vulcano dei derivati si risveglierebbe. I danni sarebbero inimmaginabili, ben piu’ le cifre con cui abbiamo cominciato l’articolo.

Come si puo’ vedere dalle tabelle della BRI, al 31 dicembre 1998, l’ammontare nominale di tutti i contratti derivati era 80.317 miliardi di dollari ed il PIL del mondo di 30.561 miliardi di dollari, pertanto i derivati erano 2,63 volte il valore del PIL mondiale. In quindici anni, dal 1998 al 2013 il PIL mondiale e’ cresciuto del 142%, pari ad un tasso di crescita medio annuo del 9%, mentre i derivati (denaro dal nulla) sono cresciuti del 784%, con un tasso di crescita medio annuo del 52%.  Il PIL di tutti i paesi del mondo al 31 dicembre 2013, secondo i dati pubblicati dal FMI, era pari a 73.982 miliardi di dollari, portando l’ammontare dei derivati Otc (Over The Counter) scambiati fuori dai mercati regolamentati a circa dieci volte il valore del PIL mondiale, per la precisione al 9,6%.

Negli Stati Uniti, la maggior parte dei prodotti derivati e’ in mano a quattro banche (JP Morgan, CitiBank, Goldman Sachs e Bank of America) con 280 trilioni di dollari iscritti a bilancio; in Italia al 30 giugno 2014 le banche avevano derivati Over-The-Counter per 8.156,2 mld di dollari; il Tesoro italiano ha derivati per 160 miliardi di euro, con un mark to market negativo per 42 miliardi di euro ed e’ stato costretto a pagare 16,9 miliardi alle banche di affari contraenti tra il 2011 ed il 2014; in Europa banche francesi e tedesche hanno una concentrazione elevata, con la sola Deutsche Bank che ha  la maggiore esposizione di derivati nel mondo per singola banca con 54,7 trilioni di dollari (54.700 miliardi).

L’esposizione in derivati di Deutsche Bank, la stessa che nel 2011 innesco’ la spirale speculativa sull’Italia  con la vendita di 7 miliardi di Btp, pari a quasi 55 trilioni di euro, la cui copertura in depositi e’ di dieci volte inferiore, con  522 miliardi in depositi, potrebbe replicare cio’ che avvenne nel 2008, con il crollo della Lehman Brothers, e lo scoppio di una bolla finanziaria, che ha devastato le economie reali, accentuato la crisi sistemica, con la distruzione di 32 milioni di posti di lavoro.

I derivati a differenza delle azioni e delle obbligazioni,  non rappresentano investimenti, sono solo scommesse su cio’ che accadra’ in futuro, una forma di gioco d’azzardo legalizzato, con le banche too big to fail (troppo grandi per fallire) che hanno trasformato Wall Street e Francoforte  nel maggior casino’ nella storia del pianeta, il cui azzardo morale dei banchieri ed i rischi criminali assunti con la creazione del denaro dal nulla, saranno addossati a risparmiatori e depositanti dal 1 gennaio 2016, con la direttiva sul bail-in.

Le politiche bancarie  e monetarie di Europa e Bce, imposte con misure di austerita’ producendo recessione, disoccupazione e miseria in vasti strati della popolazione, hanno avuto l’unica finalita’  di salvare  le banche, principalmente Deutsche Bank, la banca tedesca di Frau Merkel diventata un immenso Casino’, con l’Italia costretta a versare oltre 60 miliardi di euro al Fondo Salva-banche.

Invece dei fiumi di denaro a tasso zero regalati alle banche dalla Bce di Mario Draghi, che stanno alimentando i caveaux della Deutsche Bank, Adusbef e Federconsumatori rilanciano la proposta di un Tribunale Internazionale per crimini economici contro l’umanita’, per accertare le gravissime responsabilita’ degli autori della crisi sistemica, che ha creato fame, miseria, disperazione per decine di milioni di cittadini, mentre banchieri e loro manutengoli del potere si sono arricchiti creando denaro dal nulla.

fonte: http://www.agi.it/

DEUTSCHE BANK: L’ESPOSIZIONE IN DERIVATI PER 54,7 TRILIONI DI EURO

Libera informazione e banche sono compatibili a San Marino?

“La democrazia è il potere di un popolo informato.”                                                                                            Visconte Alexis De Tocqueville

cedu per articolo

Ritenevo che l’informazione in Italia fosse decisamente scadente, per la verità addirittura in malafede, non degna di un Paese sedicente democratico e “costruito” su di una Costituzione Repubblicana, e nulla al momento mi ha fatto cambiare idea, soprattutto le classifiche di RSF; ragion per cui già da anni ho presentato all’Ordine Nazionale regolare denuncia di tutti i miei colleghi per gravi violazioni della Carta dei Doveri del Giornalista in occasione della mancata diffusione di notizie di importanza fondamentale per i cittadini del mio Paese. Ovviamente nessun provvedimento è stato ancora preso, ma si sa, da che mondo è mondo “cane non mangia cane”, quindi mi sono rivolto anche alle sedi opportune internazionali, come direbbe Jannacci, “per vedere di nascosto l’effetto che fa”.

Poiché la mancanza di etica, di professionalità e di morale sono le tre cose che mi fanno andare più in bestia quando le scorgo nel (non)lavoro di un collega, ci tengo a segnalare e a stigmatizzare che, da quanto riportatomi da fonti locali assolutamente attendibili, il malcostume italico nel campo dell’informazione pare aver contagiato da tempo in maniera pressoché insanabile anche i mass media della Repubblica di San Marino, i quali pare decidano a priori che notizie come quelle riportate in questi link italiani

http://www.studiostampa.com/2015/10/banca-commerciale-sammarinese-asset.html http://www.imolaoggi.it/2015/10/31/banca-commerciale-sammarinese-e-asset-bank-denunciate-alla-corte-di-strasburgo/

http://www.imolaoggi.it/2013/12/02/chiedono-informazioni-su-denuncia-a-banca-sammarinese-silenzi-e-velate-minacce-a-cronisti/
non siano di alcun interesse per i cittadini dell’enclave. Continua a leggere “Libera informazione e banche sono compatibili a San Marino?”

Libera informazione e banche sono compatibili a San Marino?